Welcome To New York Lyrics

taylorswift:

Welcome To New York
Written by Taylor Swift and Ryan Tedder Produced by Ryan Tedder, Taylor Swift, and Noel Zancanella

Walking through a crowd
The village is aglow
Kaleidoscope of loud heartbeats
Under coats
Everybody here wanted something more
Searching for a sound we hadn’t heard…

disorders:

is it cold in here or is that just my heart

"Reblogga se non ti piaci.”

voglio solo vedere quante persone hanno bisogno di essere abbracciate. (via sbiadivo)

382

(via hosemprevolutoteenientaltro)

(via br-ok—en)

579

(via desiderountuoabbraccio)

629 ah…

(via iildiariodiunautolesionista)

638, beeene

(via untouchableuniverse)

2439

(via pienadite)

6244..

(via droganellevenetenelcuore)

7378..

(via netristezzanedoloresolonostalgia)

(via whitlovepriss)

7416…

(via nonvorrestimaiessereme)

7428

(via sudimedirannochehouccisounangelo)

7649

(via laforzadivivere)

7.800

(via he-is-saving-me)

11.000 e così via..

(via unostupidoragazzo)

16.222

(via vivifuorimortidentro)

16.414 

(via justhugmehard)

16.565, ci rendiamo conto ragazzi?

(via alliwantisyou-s)

17.277

(via il-diario-di-una-guerriera)

17.942
Non va bene

(via unavitainbiancoenero)

17.957

(via unaragazzadimenticata98)

(via diariodisfogodiunaragazza)

18.044

(via erafamedibacilasua)

18.548

(via naufragonelbludeituoiocchi)

…..

(via -persempresola)

19.310

(via stammisemprevicino)
"«Cogliete l’attimo. Perché, che ci crediate o meno, ogni singola persona in questa stanza, un giorno, smettera’ di respirare, diventerà fredda, e morirà.»”
— Robin Williams  (via shiinesasgold)

giocandoapiangere:

“Createvi una vita sociale, no una vita fatta di social.”

"Tu non sei una persona cattiva, tu sei una persona buona a cui sono successe cose cattive.”
Sirius Black, Harry Potter. (via unabbracciochetispettinaicapelli)
"

E’ quasi mezzogiorno a New York. Sono quasi le cinque del pomeriggio a Londra. Sono quasi le nove di sera a Mosca. Sono quasi le due del pomeriggio a Tokyo.
Nella classe di uno studente newyorkese un insegnante sta parlando della condizione femminile negli anni ’60 in America ad una ventina di ragazzi che scarabocchiano sui banchi mentre incuranti fingono di ascoltare. A Londra, poche ore fa qualche insegnante stava raccontando dei movimenti femministi in Inghilterra. In tutto il mondo, o almeno così si spera, qualcuno sta parlando, ha parlato o parlerà di questo giorno. 25 Novembre, data stabilita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1999 come Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
In Italia quasi ogni giorno ascoltiamo al telegiornale le storie tragiche di quelle donne che non ce l’hanno fatta a combattere le violenze di chi le ha amate “troppo” e allo stesso tempo odiate “da morire”.
In Italia un uomo ammazza una donna ogni 2 o 3 giorni.
Ogni otto minuti nel mondo una donna muore uccisa da un uomo. Non si tratta di rapine, guerre.
L’unica colpa di ogni donna che viene uccisa ogni otto minuti è esser donna e voler vivere.
Ed io mi chiedo, allora: se dobbiamo ricordarci di una donna che ogni otto minuti finisce solo il 25 Novembre di ogni anno, viviamo davvero in un mondo così triste? Abbiamo davvero bisogno noi donne di una giornata in cui il mondo porta i segni del nostro sangue indosso? Dove finisce il nostro sangue durante gli altri trecentosessantaquattro giorni dell’anno, se non nelle lacrime di chi si tormenta, sopravvive e ricorda, sopravvive ma non vive più?

Ho sentito parlare di femminicidio ̶ perché sì, donne mie, abbiamo avuto l’onore di ricevere un nuovo vocabolo per le nostre lacrime sulle giacche dei nostri mariti. Ho sentito parlare di violenza sulle donne. Ho sentito parlare di delitto d’onore ̶ sì, onore. Ho sentito parlare di “Bruciata viva”, di “L’amore rubato”, di “Amore criminale”. Ma ho mai davvero ascoltato qualcuno che s’è seduto di fronte ad una classe e ha spiegato: “Ragazzi, oggi lavoreremo affinché non cresciate delle teste di rapa. Tu, ragazzo seduto lì infondo. Cosa pensi delle ragazze? E tu, biondina, pensi che i ragazzi trattino in modo corretto le ragazze? Alzatevi tutti in piedi contro il muro. Faccia un passo in avanti chi ha mai visto il proprio padre dare uno schiaffo alla mamma. Faccia un passo in avanti chi conosce qualche ragazza o donna che ha subito violenze o che ne è morta. Facciano un altro passo in avanti le ragazze che hanno ricevuto insulti da un ragazzo. Faccia un passo in avanti chi ha ricevuto chiamate insistenti da un ragazzo. Faccia un passo in avanti chi ha ricevuto uno schiaffo da un ragazzo. Due. Tre. Cammini fino alla parete opposta chi non ha mai avuto il coraggio di dirlo.
Accomodatevi pure. Qualcuno vi ha mai detto che noi adulti nemmeno immaginiamo cosa alla vostra età si possa già provare? E qualcuno ha mai detto, a voi ragazze, che al minimo segno di insistenza, alla più piccola e insignificante minaccia, dovete denunciare cosa succede a qualcuno che possa aiutarvi? Nessuno. La tecnologia avanza ogni giorno di più e voi crescete con le idee di chi è andato a scuola quando ci andavo io. In quegli anni le donne tacevano. In quegli anni le donne amavano, erano madri e mogli e donne di casa. E l’amore, romanticone, era più importante di qualsiasi altra cosa. Sopportavano le violenze dei mariti e tacevano. E venivamo su così, noi. Nessuno ci educava, il perbenismo era troppo: nelle case “difficili” non si ficcava il naso. Nelle storie “difficili” non si metteva piede. E ora, la mia generazione è una generazione i cui uomini virili e possenti uccidono le proprie donne di insulti, botte. Io oggi, ed ogni giorno che vorrete, sono qui per educarvi. Sono qui per spiegarvi che il delitto d’onore non esiste, se per proteggere il proprio onore si ammazza la dignità di un’altra persona. Sono qui a spiegarvi che le donne sono stanche“? Oggi abbiamo parlato della violenza sulle donne, a scuola. Guardando le facce di tanti ragazzi, mi sono resa conto che alcuni di loro nemmeno si rendono conto di cosa significhi. Anche questo è molto triste: tutti i lividi, tutte le lacrime, tutto il sangue, tutte le minacce e tutte le violenze sono forse troppo grandi per i pensieri di noi giovani oppure alcuni di noi vivono in realtà troppo belle per rendersi conto che questa è storia vera, che è realtà e riguarda anche loro?

Mentre scrivevo queste parole circa nove donne sono morte nel mondo per esser state donne.
Onoriamole ogni giorno, non solo oggi.

Chelle Damn, per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. (via insiemeperasindeto)

666-slut:

IF UR READING THIS U LOOK VERY CUTE TODAY AND ALSO ILY

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